Oscillatore Stocastico. Cos'è e come si utilizza

Oscillatore Stocastico. Cos’è e come si utilizza?

Per chi è esperto di analisi tecnica sa già di cosa stiamo parlando. L’oscillatore stocastico è uno dei più conosciuti e apprezzati appunto per chi nel trading online si avvale dell’analisi tecnica.

Il suo successo non è casuale, si tratta di un oscillatore molto utile e facile da capire. Per utilizzarlo però è necessario prima di tutto sapere cos’è e come si utilizza.

Ora vi anticipiamo solamente che con l’oscillatore stocastico si va a identificare sia i massimi che i minimi del mercato finanziario.

Esattamente va a determinare specifiche condizioni di mercato che sono l’ipervenduto e l’ipercomprato.

Cos’è l’oscillatore stocastico e come si utilizza?

Cos’è l'oscillatore stocastico e come si utilizza

Come per tutte le cose per utilizzarle al meglio e in modo efficace c’è bisogno di studiarle e di metterle in pratica.

Questo è uno degli oscillatori più utilizzati perché è stato constatato da molti trader che si tratta di un ottimo strumento. Permette di avere successo nel trading online visto che determina con sicurezza quando è il momento giusto di entrare e di uscire dal mercato finanziario.

In specifico analizza le oscillazioni dei prezzi e proprio grazie a questo si riesce ad afferrare il momento perfetto per entrare sul mercato.

Nella lettura del grafico dovete riuscire a non cadere in inganno e quindi si consiglia di imparare bene a utilizzare l’oscillatore stocastico.

Anche se all’atto pratico non si avrà mai modo di metterlo in pratica, è interessante vedere la formula dell’oscillatore stocastico che vi riportiamo nel paragrafo successivo.

Come si calcola l’oscillatore stocastico?

Come si calcola l'oscillatore stocastico

Quando farete trading online sarà la piattaforma a calcolarlo in automatico, ma vedendo la formula si riesce a capire meglio il criterio che c’è dietro a questo oscillatore.

La formula è questa:

%K = [(prezzo di CHIUSURA – MINn) / (MAXn – MINn)] x 100

Legenda:

CHIUSURA = è il prezzo di chiusura dell’ultima sessione, quella odierna
MINn = è il prezzo Minimo degli ultimi “n” giorni
MAXn = è il prezzo Massimo degli ultimi “n” giorni

La “n” è la variabile che cambia in base al tipo di trading, all’asset scelto e alle condizioni di mercato.

George Lane, il fondatore dell’oscillatore stocastico, basava la sua formula a 14 periodi, anche se abbiamo visto che è condizionato dal mercato in cui si opera.

Perciò stando a George Lane la formula diventa così:

%K = [(prezzo di CHIUSURA − MIN14)/(MAX14 − MIN14)] x 100

In questo modo viene confrontato il prezzo di chiusura più recente con il prezzo minimo con un intervallo di tempo a 14 periodi.

Quindi da questo calcolo si riesce a ricavare il valore %K, dal quale poi si può stabilire il valore %D che il valore della media definita.

In sintesi l’oscillatore stocastico mette a confronto il valore effettivo rapportandolo ai valori massimi e minimi del prezzo presenti in un determinato lasso di tempo.

Conosciamo meglio l’oscillatore stocastico

Partiamo dall’origine, ovvero dalla sua scoperta. L’inventore fu George Lane che nel 1970 si era prefissato di raggiungere l’obiettivo di riuscire a individuare in che misura le chiusure delle candele giapponesi fossero vicine al minimo o al massimo in uno specifico lasso di tempo.

Nel trading online i grafici finanziari sono caratterizzati da indicatori tecnici. Nello specifico vi parliamo di un tipo di visualizzazione di dati di un grafico, che possono essere le candele giapponesi o barre.

Generalmente si verificano due tipi di chiusure delle barre. La prima è adiacente al loro massimo e in questo caso si parla di tendenze rialziste. Invece nel secondo caso la chiusura è adiacente al loro minimo e in questo caso si parla di tendenze ribassiste.

Grazie a questa intuizione George Lane è riuscito ad anticipare in modo più preciso l’andamento del mercato.

Grazie all’oscillatore stocastico si riescono a individuare aree di ipercomprato e ipervenduto dalle quali si riesce poi a prevedere quando si verificheranno i futuri cambi di direzione di mercato.

Ipercomprato e Ipervenduto

Abbiamo appena visto che tramite l’oscillatore stocastico si riescono a determinare zone di ipercomprato e ipervenduto. Generalmente è ritenuto ipercomprato un valore maggiore di 80 e ipervenduto un valore dove il limite minimo è 20.

Questo è fondamentale per i trader perché in questo modo riescono a procurarsi sia i segnali di entrata che di uscita che riguarda uno specifico strumento finanziario.

Lo scopo è quello di cercare di capire che tipo variazione subirà il prezzo.

Esattamente l’oscillatore stocastico mette in rapporto i prezzi di chiusura di un determinato asset con l’intervallo di tempo dove i prezzi mostrano una certa instabilità.

In parole semplici tramite questo strumento si riescono a riconoscere sia i massimo che i minimi del mercato finanziario.

Esempi di Oscillatore stocastico

Di oscillatori stocastici ne esistono tre tipologie diverse che sono:

  • Fast (veloce);
  • Slow (lento);
  • Full (completo).

Ora nei prossimi paragrafi andremo ad analizzarli uno ad uno. Naturalmente ognuno viene utilizzato per una specifica strategia di trading.

Oscillatore stocastico Fast

L’oscillatore stocastico fast è quello che comporta più problemi, diciamo che c’è il rischio che si manifestino diversi falsi segnali.

La funzione è la stessa delle altre due tipologie, ovvero mette a confronto i massimi e i minimi di prezzo si un determinato periodo di tempo. In questo modo viene ricavato sia il valore %K che il valore %D (media mobile del valore %K).

Data l’enorme velocità dell’oscillatore e la difficoltà di lettura non è molto utilizzato dai trader.

Oscillatore stocastico Slow

A differenza dell’oscillatore stocastico Fast, questo è particolarmente apprezzato dai trader perché offre migliori segnali. In specifico il valore %K è rappresentato come media mobile a 3 periodi del valore %D, che a sua volta è la media mobile a 3 periodi del nuovo valore %K.

Con l’oscillatore stocastico slow si riescono a ricavare segnali più precisi visto che sono meno soggetti ai cambiamenti di prezzo.

Naturalmente questo oscillatore opera molto più lentamente del fast e di conseguenza è caratterizzato da un numero minore di falsi segnali.

Oscillatore stocastico Full

Quest’ultimo oscillatore stocastico è quello più completo. Non a caso è il più amato e utilizzato dalla maggior parte dei trader.

In specifico l’oscillatore stocastico full permette di personalizzare la versione più lenta. Questo sta a significare che in generale si possono impostare i numeri dei periodi sia per il valore %K che per il valore %D.

L’oscillatore stocastico è sicuro?

L'oscillatore stocastico è sicuro

L’oscillatore stocastico se utilizzato in maniera corretta e quindi se si è in grado di ottenere il massimo rendimento sicuramente si riescono a ricavare segnali validi.

Nel caso contrario, ovvero quando lo si usa in modo inesatto automaticamente si producono solo segnali insufficienti.

Lo stocastico non è uno dei più semplici oscillatori da utilizzare ed è proprio per questo motivo che molti trader sbagliano ad utilizzarlo.

Invece per quanto riguarda i trader professionisti riescono a usare l’oscillatore in modo eccellente. In specifico gli serve per mettere in atto specifiche strategie di trading.

Essendo l’oscillatore stocastico un misuratore momentum, ovvero che misura la velocità di movimento del mercato finanziario è apprezzato da gran parte dei trader.

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